Con i contributi ricevuti nel 2017  dal 5 per mille (campagna 2015) abbiamo destinato due borse di studio per studi condotti all’estero a:

  1. Sara Consalvi
  2. Angelo Toto

 

  Sara Consalvi.

  Progetto: Sviluppo di nuovi farmaci antitumorali. 

  Nel corso della sua permanenza nel gruppo di ricerca di Fabrice Agou (Istituto Pasteur di Parigi) Sara ha studiato delle molecole coinvolte nell’infiammazione e nell’insorgenza di numerose patologie, in particolare nel cancro. Si tratta dei lncRNA (long non coding RNA) - sequenze di RNA a catena lunga non codificanti con un ruolo chiave nella regolazione dei geni. L’interazione tra proteine coinvolte nella regolazione dei geni e i lncRNA rappresenta un bersaglio innovativo per lo sviluppo di nuovi farmaci. All’Istituto Pasteur di Parigi con una borsa della Fondazione, Sara ha analizzato e quantificato l’interazione tra WDR5 (una proteina adattatrice coinvolta nel controllo della trascrizione dei geni) e i lncRNA. Mediante una tecnica di screening Sara ha identificato molecole in grado di inibire tale interazione. Queste molecole potrebbero quindi rappresentare un punto di partenza per lo sviluppo di nuovi farmaci antitumorali.

 

  Angelo Toto.

Progetto:  Replicazione del virus del morbillo: basi molecolari.

Nonostante le campagne di vaccinazione in tutto il mondo, il virus del morbillo non è stato ancora debellato e rappresenta la causa di circa 145000 morti/anno nel mondo (dati 2013). È quindi sempre necessario studiare i meccanismi di patogenicità di questo virus, nonché i suoi meccanismi di replicazione e diffusione all’interno delle cellule umane. La ricerca di Angelo, effettuata presso il laboratorio AFMB del CNRS - Aix-Marseille Université (supervisione: Dott.ssa Sonia Longhi), è stata incentrata sullo studio dei meccanismi di interazione e legame di due proteine fondamentali e necessarie per la replicazione del morbillo. Effettuato attraverso tecniche all’avanguardia di ingegneria proteica,  lo studio di Angelo ha permesso di evidenziare le porzioni delle proteine coinvolte nella fase di riconoscimento iniziale. Sono ora in corso ulteriori esperimenti  per analizzare i dettagli molecolari di questo sistema alla base della replicazione virale.

Con i contributi ricevuti nel 2016 dal 5 per mille  (campagna 2014) abbiamo destinato due borse di studio:

  • Borsa per l’estero  a Fabiana Cannella 
  • Borsa di rientro in Italia per Paola Checconi.

 

Fabiana Cannella Progetto: Progettazione e studio di vaccini antitumorali

L’infezione da Papilloma virus (HPV) è considerata una delle cause primarie nell’insorgenza di tumori. Sebbene infatti alcuni ceppi di HPV non siano causa di alterazioni, altri possono dare luogo a malattie benigne della pelle o delle mucose (verruche) e altri ancora a manifestazioni maligne. In particolare, i tipi HPV-16 e HPV-18 si trasmettono per via sessuale e sono responsabili del cancro al collo dell’utero - dopo quello della mammella, il tumore più comune nelle donne. Tra le proteine virali, le proteine E sono le più pericolose per l’uomo, appunto perché capaci di innescare i processi molecolari che conducono alla trasformazione tumorale.

Da qualche anno sono disponibili vaccini preventivi contro i principali ceppi di HPV causa di tumore. Per poter essere efficaci tali vaccini devono essere somministrati prima dell’esposizione al virus. È perciò necessario individuare trattamenti antitumorali per chi invece ha già contratto l’infezione e ha sviluppato il tumore. Nel corso della sua permanenza nel laboratorio di Raphael Viscidi (John Hopkins University, USA) Fabiana Cannella si è occupata della messa a punto di un vaccino terapeutico contro i tumori associati a HPV e che si basa sull’induzione della risposta immunitaria contro la proteina virale E7. Studi su modello animale hanno dimostrato che la  somministrazione di questo vaccino è in grado di stimolare il sistema immunitario a contrastare la progressione del tumore.

Paola Checconi Progetto: Influenza. Meccanismo di patogenicità del virus

Alla base dell’influenza è la tendenza dei virus responsabili a variare, aggirando così la barriera costituita dall’immunità presente nella popolazione che in passato ha subito l’infezione. Per questo le difese che l’organismo ha messo a punto contro il virus che circolava un anno, non sono più efficaci per il virus  successivo. Ogni anno, inoltre, i virus esibiscono un diverso grado di patogenicità, ovvero capacità di causare danni. Paola Checconi ha studiato le basi della patogenicità dell’influenza, prendendo in esame  una reazione che porta al legame del glutatione con le proteine cellulari: un meccanismo con il quale la cellula regola la funzione di numerose molecole, comprese proteine coinvolte nell’infiammazione e nelle infezioni. Con il suo lavoro presso il dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive della Sapienza Università di Roma, sotto la supervisione della prof. Palamara, Paola ha osservato che anche le proteine del virus influenzale vanno incontro a tale reazione. Sono ora in corso studi per verificare  l’ipotesi che tale meccanismo possa contribuire alla diversa patogenicità dei ceppi virali e alla elevata risposta infiammatoria indotta dai ceppi a più alta patogenicità.

Grazie a questa modalità di raccolta fondi, nel 2015 abbiamo ricevuto € 22.737,57 (relativi alla campagna 5×1000 del 2013). Questo importo ha contribuito a finanziare le borse di ricerca erogate a 2 giovani ricercatrici: Chiara Merigliano e Valeria Famiglini.  

  Chiara Merigliano Ruolo della proteina PP2A nel mantenimento dell’integrità genomica L’integrità del genoma è messa in pericolo da fattori esterni o interni alle cellule che, generando rotture del DNA, possono causare aberrazioni cromosomiche. Le alterazioni dei cromosomi rappresentano una seria minaccia alla stabilità della cellula e molto spesso sono alla base di numerosi tipi di cancro. L’attività di ricerca di Chiara è stata principalmente incentrata sullo studio dei meccanismi di risposta al danno al DNA utilizzando come sistema modello il moscerino della frutta Drosophila melanogaster. In particolare, Chiara ha analizzato il ruolo della porzione regolativa B della protein fosfatasi 2A (PP2A) nel mantenimento dell’integrità genomica. Mutazioni nel gene che codifica per tale porzione causano l’insorgenza di un’alta percentuale di aberrazioni cromosomiche. Avvalendosi dei vantaggi che offre la sofisticata genetica di Drosophila, Chiara è riuscita a chiarire maggiormente la funzione della fosfatasi PP2A nei meccanismi di risposta al danno al DNA, e a individuare interazioni genetiche con altre proteine implicate nella stabilità genomica. Il lavoro di Chiara Merigliano è stato svolto presso il laboratorio dell’ex Istituto di Genetica (Dipartimento di Biologia e Biotecnologie Charles Darwin) sotto la supervisione della Dott.ssa Fiammettà Vernì.   

  Valeria Famiglini Progettazione, sintesi ed attività biologica di nuovi agenti anti-HIV La sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) è ancora tra le principali cause di morte in tutto il mondo. Ad aggravare la situazione è la comparsa di fenomeni di resistenza ai farmaci in uso da parte dei ceppi di retrovirus HIV responsabili della malattia. Nel 2015 Valeria ha ottenuto il finanziamento dell’Istituto Pasteur di Roma (borsa “Teresa Ariaudo”) per la progettazione e la sintesi di nuovi farmaci caratterizzati da una maggiore flessibilità strutturale che permetta di superare gli ostacoli della farmaco-resistenza. Nello specifico Valeria ha studiato gli indolilarilsolfoni (IAS) come inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa di HIV-1, con lo scopo di ottenere composti attivi verso i ceppi HIV wild-type e mutanti. La ricerca di Valeria ha permesso di ottenere nuovi potenti agenti antiretrovirali con un’elevata potenza sui ceppi mutanti farmacologicamente rilevanti, rispetto ai composti di riferimento (NVP, EFV e AZT) utilizzati al momento nella pratica clinica.   Valeria Famiglini ha svolto il suo progetto presso il laboratorio 5A del Nuovo Edificio nel Dipartimento di Chimica e Tecnologie del Farmaco sotto la supervisione del Prof Romano Silvestri.