Contro i virus… gli uomini sono il “sesso debole”. Un gruppo di ricercatori guidato da Anna Teresa Palamara - ricercatrice presso il Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive a Sapienza Università e membro della Direzione Scientifica dell’Istituto Pasteur di Roma - ha studiato cosa rende gli uomini più suscettibili a infezioni virali rispetto alle donne. Lucia Nencioni è parte del team della Sapienza che ha condotto lo studio. Il lavoro, effettuato in collaborazione con Gabriella Torcia dell’Università di Firenze e con i ricercatori dell’Università Tor Vergata e dell’Istituto San Raffaele di Roma, è pubblicato su Plos One*.

Le donne si liberano più velocemente dei microrganismi patogeni rispetto agli uomini; sembra perciò siano dotate di “poteri” immunologici speciali. Si tratta, tuttavia, di una vera e propria arma a doppio taglio: se eccessivamente alta o prolungata, la risposta antivirale tipica del genere femminile può causare patologie croniche o autoimmunitarie. Il continuo stato infiammatorio necessario a tenere a bada le infezioni, infatti, non giova all’organismo e, probabilmente, rappresenta uno dei motivi per cui le donne sono più suscettibili alle malattie autoimmuni rispetto agli uomini.

La risposta immunitaria ai virus è iniziata dall’interazione dei microrganismi con dei recettori (i Toll Like Receptor - TLR) presenti sulla superficie delle cellule dell’immunità innata. I TLR riconoscono motivi molecolari comuni a numerosi patogeni e, una volta che vi entrano in contatto, scatenano una risposta cellulare caratterizzata dalla produzione di citochine pro e anti infiammatorie.

 

Gli studiosi guidati da Anna Teresa Palamara hanno effettuato una ricerca per capire le basi della differente risposta alle infezioni da parte di uomini e donne. A tal scopo, hanno confrontato le citochine prodotte dalle cellule del sangue periferico di donatori di sesso femminile e maschile, in seguito a stimolazione con due diversi tipi di virus (capaci di attivare diversi TLR). Per questo esperimento sono stati utilizzati il virus dell’influenza (in rappresentanza dei virus a RNA) e l’Herpes virus (virus a DNA). Tale analisi ha svelato che le maggiori differenze fra uomini e donne riguardano la produzione di una specifica citochina, l’interleuchina 10 (IL-10). IL-10 svolge un’importante funzione di tamponamento per evitare che, una volta debellato il virus, l’organismo continui a far lavorare attivamente il sistema immunitario.

La produzione di IL-10 da parte delle cellule stimolate dal virus dell’influenza è circa quattro volte superiore negli uomini che nelle donne. Sembra quindi che alla reazione immunitaria maschile venga imposto un “freno” più forte rispetto a quanto si verifica negli individui femmina. Questo potrebbe spiegare perché, in confronto alle donne, gli uomini siano meno “abili” nel combattere il virus. I livelli di produzione dell’IL-10 non sembrano, in caso di influenza, dipendere direttamente dagli ormoni sessuali. Per quanto riguarda l’infezione da Herpes simplex, invece, i ricercatori hanno osservato che, nel caso di stimolazione di uno specifico recettore (TLR9), la minore produzione di IL-10 si registra quando le donne sono in età riproduttiva ma non dopo la menopausa, quando si verifica una forte riduzione nella produzione di ormoni femminili dalle ovaie. Questi risultati sostengono l’ipotesi che, in alcuni casi, gli ormoni sessuali possano modulare la risposta dei recettori TLR ai virus a DNA.
In conclusione, i ricercatori suggeriscono che una diversa produzione di interleuchina 10 possa contribuire alle maggiore “resistenza” delle donne alle infezioni virali. Ma questa potrebbe anche essere un’arma a doppio taglio e scatenare fenomeni di autoimmunità. Gli studi proseguono…

* M. G. Torcia, L. Nencioni, A. M. Clemente, L. Civitelli, I. Celestino, D. Limongi, G. Fadigati, E. Perissi, F. Cozzolino, E. Garaci, A.T. Palamara “Sex Differences in the Response to Viral Infections: TLR8 and TLR9 Ligand Stimulation Induce Higher IL10 Production in Males” PlosOne Giugno 2012

Categoria: